i.i. incisione e inclusione – arte senza barriere 13 e 14 dicembre. Open weekend

L’associazione Art Window ha come obiettivo la promozione e la conservazione delle tradizioni culturali, artistiche e artigianali del nostro territorio. Le attività della associazione rivolgono particolare attenzione all’inclusione e al coinvolgimento, a titolo gratuito, dei giovani con neurodivergenze provenienti da famiglie disagiate.

Art Window, in collaborazione col Piccolo Museo del Cammeo di Napoli, intende avviare un innovativo corso di incisione del cammeo, concepito come uno strumento di crescita personale e professionale.
Il nostro obiettivo è introdurre i giovani all’arte dell’incisione del cammeo su conchiglia attraverso un open-weekend dove gli esperti del Piccolo Museo del Cammeo e dell’Associazione Art Window presenteranno cammei unici, degni di una esposizione museale, opere di alto artigianato e creazioni più semplici, consentendo ai visitatori di apprezzare la ricchezza e la varietà di fattura.

Gli esperti ripercorreranno la nascita e le tecniche di realizzazione dei cammei, illustrando ai partecipanti la storia del cammeo, le sue origini e le varie fasi di creazione.

La mostra sarà aperta al pubblico nel weekend del 13 e 14 dicembre e metterà a confronto cammei classici e i disegni di Michelangelo Nuscowiz, artista contemporaneo che pone spesso al centro delle sue creazioni creature marine e conchiglie. Questa interazione mira a generare un dialogo fecondo tra passato e presente, stimolando la curiosità dei partecipanti e incoraggiandoli a esplorare nuove forme di espressione artistica. L’accostamento di passato e presente, farà emergere il valore delle tradizioni locali nel contesto contemporaneo ed arricchirà l’esperienza dei visitatori, fornendo spunti per future attività formative.

L’open weekend rappresenterà un momento cruciale per identificare giovani che potranno beneficiare del corso di incisione su cammeo da tenersi nella sede del Museo. Il nostro obiettivo è offrire competenze e strumenti necessari a seguire un percorso specifico guidato da esperti e maestri del settore.

Crediamo fermamente che ogni individuo, indipendentemente dalla propria condizione, debba avere la possibilità di esprimere il proprio talento e intraprendere un percorso formativo e lavorativo gratificante. Il progetto consentirà ai giovani di socializzare e integrarsi e darà loro la possibilità di scoprire una propria eventuale vocazione.
La nostra missione è chiara: inserire i giovani in difficoltà e con neurodivergenze nel tessuto sociale del territorio, favorendo la loro inclusione e stimolando l’apertura all’apprendimento, al fine di dare vita ad una comunità più ricca e diversificata.

Siamo convinti che gli obiettivi di inclusione e di normalizzazione della disabilità siano, soprattutto, nelle mani delle fasce giovani della  popolazione che generalmente fanno meno fatica a superare i pregiudizi consolidati negli usi della società. Per questo stesso motivo il nostro progetto si rivolge anche alle scolaresche, nella convinzione che le iniziative di diffusione dei valori dell’inclusione debbano avere come primi interlocutori i giovani e i giovanissimi.

La tradizione dell’incisione su cammeo merita di essere tramandata alle nuove generazioni, e l’associazione Art Window grazie al fondamentale contributo del Piccolo Museo del Cammeo, si impegna a garantire che nessuno venga escluso da questa opportunità.
Vi invitiamo a unirvi a noi in questa iniziativa, dove l’arte senza barriere diventa strumento efficace di crescita personale e professionale e dove la bellezza della tradizione si fonde con la freschezza delle idee moderne.

  1. disegno di Michelangelo Nuscowiz

Abbiamo un Sogno: Balconi e Vicoli Fioriti

Secondo e terzo appuntamento nell’ambito della rassegna Arte in Terrazza Balconi e vicoli fioriti 1, 2 , 3 novembre e 23, 24 e 25 novembre

Obiettivo della della rassegna “Arte in Terrazza” è divulgare la consapevolezza che il nostro ambiente meriterebbe più amore e rispetto.

Il primo appuntamento ha avuto per protagonista il mare. Il contrasto tra Bellezza e Disamore, reso dall’accostamento delle opere di Michelangelo Nuscowiz e i rifiuti raccolti dai partecipanti all’evento nell’area del Regno di Nettuno a Procida.

 

Il secondo e il terzo appuntamento “Balconi e vicoli fioriti” si sono tenuto nei gg 1, 2 , 3 novembre e 23, 24 e 25 novembre e hanno compreso una visita ad allestimenti green e itinerari tra due terrazze e un giardino del centro antico, dove piante e vasi fioriti prevalgono sul degrado circostante. Guide autorizzate hanno accompagnato i partecipanti in visita a due terrazze private, al giardino e alla chiesa di Piazza Miracoli e in alcuni vicoli del Quartiere Sanità.

Il contrasto tra il degrado cittadino e la bellezza apportata dal verde urbano ha sicuramente sensibilizzato abitanti e commercianti dei vicoli degradati.

Obiettivo? Portarli a decorare con piante e fiori, ballatoi, vicoli e ingressi di attività commerciali.

Questo evento ha rappresentato l’inizio di un progetto di arredo verde che verrà portato avanti anche grazie alla collaborazione di volontari, abitanti e commercianti del quartiere Sanità, con l’obiettivo di trasformare gradualmente il volto della zona attraverso il verde urbano.

Un invito aperto a tutti: l’arte e la natura migliorano la qualità della vita. Unitevi a questa iniziativa!

 

 

 

Dedicato a chi non ha potuto partecipare alle visite guidate:

 

 Chiesa di Santa Maria dei Miracoli 

 

Il convento e la chiesa di Santa Maria dei Miracoli vengono fondati nel 1616 nel luogo chiamato la Montagnola, perché posto in alto sul colle a nord ovest di via Foria.

Sono costruiti per volere di Giovan Camillo Cacace, giurista, presidente del tribunale di Napoli e membro dell’Accademia degli Oziosi. Morto probabilmente di peste nel 1656, non avendo eredi destina gran parte dei suoi averi alla fondazione di un convento con educandato. L’edificio ecclesiastico verrà acquistato nel 1660 dai Governatori del Pio Monte della Misericordia, che saranno gli esecutori testamentari di Giovan Camillo Cacace.

Il rifacimento del convento è affidato ad Antonio Francesco Picchiatti, architetto della chiesa del Pio Monte della Misericordia.

Tra il 1675 ed il 1679 Dionisio Lazzari ristruttura gli altari a cui, dopo di lui, lavorano Domenico Vinaccia, allievo di Dioniso Lazzari e autore dell’altare in argento nella Cappella di San Gennaro nel duomo di Napoli, e Bartolomeo e Pietro Ghetti, impegnati nella decorazione della chiesa per circa 10 anni.

La chiesa è denominata Santa Maria della Provvidenza, ma nessuno la chiamerà così, sarà sempre nota come Santa Maria dei Miracoli.

A fine Settecento le monache cedono alla città il loro orto, che diventerà la piazzetta con giardino che oggi è davanti alla chiesa.

A Camillo Lionti, seguace di Luigi Vanvitelli, si deve il rifacimento della facciata decorata da due angeli che reggono un ovale sotto al quale una iscrizione reca il nome del fondatore e la data di costruzione.

Il pronao è decorato da affreschi  molto rovinati  raffiguranti San Francesco e Santa Chiara, forse del Beinaschi a cui si attribuivano anche gli affreschi della cupola, purtroppo perduti nel XIX secolo, durante lavori di consolidamento.

L’interno della chiesa è semplice, il pavimento tipico napoletano tardo barocco è dei Ghetti, autori anche delle bellissime e fantasiose acquasantiere (1681). Decori barocchi e due grossi finti organi sono opera del Vinaccia.

Andrea Malinconico (nato e morto a Napoli 1635/1698) è il talentuoso artista che lavora a quasi tutti i dipinti della chiesa. Tra il 1679 e la fine del 1687, infatti, egli è assiduamente impegnato nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli, che potremmo definire un museo del suo genio artistico.

Sulla controfacciata sono i dipinti di San Pietro e San Paolo, sulla volta Storie della Vergine. Santi, Evangelisti e Sante belle ed eleganti, completano il programma decorativo.

Nel transetto a destra è il dipinto  raffigurante San Michele, che in abiti dai colori preziosi e con movimento veloce e raffinato, scaccia Lucifero dal Paradiso. Questa tela è un regalo che Malinconico fa alla chiesa nel 1679, facendosi pagare solo le spese dei materiali usati per realizzarlo…in fin dei conti lavora per quasi 10 anni della sua vita in questa chiesa!

Sull’altare maggiore è un dipinto di Andrea Vaccaro, del 1661, raffigurante la Trinità con la Vergine, San Giuseppe, alcune suore francescane, il fondatore della chiesa Cacace con sua madre e lo zio. Vaccaro è legato a Malinconico da profonda amicizia ed è anche suo testimone di nozze.

Nel transetto a sinistra è la tela raffigurante l’Immacolata e quattro Sante, che Luca Giordano dipinge nel 1683. Tra esse riconosciamo subito Santa Agnese col suo immancabile agnellino, l’elemento iconografico che ci rammenta l’orrenda morte della Santa, sgozzata nel 305, e l’analoga sorte subita dal candido animale.

Due belle sculture arricchiscono la Chiesa:  un Crocifisso di Nicola Fumo e un San Giuseppe col Bambino, in legno policromo, forse realizzato dall’artista laziale Giuseppe Picano. Questi viene a Napoli e qui collabora con due grandi artisti: Luigi Vanvitelli e Giuseppe Sanmartino.

La cappella più amata dagli abitanti della zona è quella dedicata alla Madonna dei Miracoli, la seconda a sinistra. Essa accoglie il dipinto su fondo oro intagliato, raffigurante la Vergine col bambino, riportato qui dopo più di 200 anni da Biagio Roscigno, un restauratore e autore di natività che abita proprio di fronte alla chiesa.

Durante il lockdown per covid19, Biagio non potendosi allontanare troppo da casa, è spesso in chiesa e realizza che la Madonna esposta sull’altare maggiore, non è la Madonna dei Miracoli citata nei testi antichi. La descrizione di colori, materiali e dimensioni non corrisponde. Ritiene anche che lo stile e i materiali utilizzati non siano quelli originali. Le guide antiche che consulta, citano il quadro della Madonna in chiesa, ma solo fino agli inizi dell’Ottocento. Biagio Roscigno intuisce che il dipinto deve essere stato trasportato altrove durante il decennio francese, quando Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat sopprimono molti conventi. Apprende che nel 1808 le suore dei Miracoli vengono trasferite nel convento di Sant’Antonino a Port’Alba, per poi essere spostate nel 1818 in quello di Gesù delle Monache. E’ certo che le monache abbiano portato sempre con loro l’amato quadro. In un testo del 1700 trova la descrizione accurata del quadro nella Chiesa dei Miracoli, in uno di metà Ottocento lo stesso dipinto è descritto nella Chiesa del Gesù delle Monache. L’opera non può che essere la stessa!  Coinvolge Curia e Soprintendenza e riesce a far riportare il dipinto nella sua parrocchia a Piazza Miracoli.

Il chiostro dei Miracoli si trova alle spalle della Chiesa. L’antico complesso possedeva già un piccolo chiostro (oggi quasi scomparso), Picchiatti ne fa costruire uno ex-novo, molto più grande e luminoso.

Nel 1808 con la soppressione napoleonica degli ordini religiosi, le suore trovano riparo, come già accennato, nei locali del vecchio monastero di Sant’Antonio a Port’Alba e il convento diviene una scuola, “Scuola Carolina”, intitolata a Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone e moglie del re Murat. Col rientro dei Borbone la chiesa cambia nome in Real Casa de’ Miracoli ed accoglie fanciulle nobili. Nel 1829 è intitolata alla regina Isabella. Nel Real educandato Regina Isabella soggiornano giovinette dai 5 ai 18 anni. E’ dotato di dormitori, un ospedale, una biblioteca, un teatro, di giardini e di una bella terrazza panoramica. Della terrazza resta memoria in un dipinto di Salvatore Fergola, autore di vedute, che insegnava qui..

Con l’Unità d’Italia, il Real educandato Regina Isabella è intitolato a Maria Clotilde di Savoia.

Oggi è una scuola pubblica. Purtroppo, l’imponente architettura non mostra più regalità. Degrado e incuria dominano anche nel giardino, che potrebbe essere con qualche piccolo sforzo convertito in un uno spazio verde fruibile dagli abitanti e dai tanti bambini della zona.